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X-Men 3 recensione

Inserito da Marvel-b0y il 27 Maggio, 2006 - 15:27
X-men 3  Locandina
Quello che ci colpisce subito dopo una prima visione a caldo di X-men 3 è la bravura con cui sceneggiatori e regista (si aggiungono alla troupe il nuovo sceneggiatore Simon Kinberg e il nuovo regista Brett Ratner in sostituzione di Singer) abbiano saputo incastonare bene personaggi nuovi e nuove storie in un film solo, rendendolo una perla di rara bellezza nell'immaginario del cinema di intrattenimento.
Mi esalto per questo poichè si sa che spesso il cinema hollywoodiano cosidetto "degli effetti speciali", nel mettere troppa carne al fuoco, rischia poi di essere inconcludente. Questo film è il terzo della trilogia e dovrebbe chiudere la saga, dico dovrebbe, perchè anticipo senza "spoilerare" nulla, che i presupposti per un finale aperto ci sono tutti.
Questo tanto per mandare a "farsi benedire" la dichiarazione della produzione, di chiudere la saga con questo capitolo conclusivo della trilogia. Si sa da sempre che queste sono solo manovre per attirare il pubblico nelle sale convinto che sia il capitolo conclusivo, ma ovviamente elementi della trama che non si chiudono ci sono sempre, se il film incassa bene si è pronti a farlo diventare una quadrilogia. Ma vedremo se a X-men toccherà questa sorte.

Parlando del film, Brett Ratner si mostra bravo a girare X-men 3. Da regista che conosce il suo mestiere di illusionista ci sorpende subito nella prima sequenza ingannandoci e immergendoci in una guerra civile, per poi svelarci che si trattava solo di una simulazione della stanza del pericolo. Ratner si sente a suo agio con questi personaggi e si vede, nel numero impressionante di caratteri che gestisce(e lo fa con grande abilità). Un numero di caratteri che è tra l'altro decisamente superiore agli altri due X-men di Bryan Singer.

La trama di questo terzo capitolo della saga, più esigua degli altri due, parla di una guerra civile tra umani e mutanti ormai sull'orlo di scoppiare, a causa della ricerca compiuta con successo per trovare una "cura" al gene mutante.
Cura che spacca in due l'opinione pubblica dei mutanti, inutile dirlo. A tale proprosito entrano in scena nuovi personaggi come uno X-man storico come Angelo figlio del ricco industriale che scopre il cosidetto vaccino al gene x, motivato da una vita a far ciò per curare suo figlio, per lui un mutante e quindi un mostro. Ovviamente Magneto, fiero di una mutazione che gli da solo potere e sicurezza non è per niente d'accordo, e rifonda la sua confraternita per opporsi agli umani. Entrano in scena quindi nuovi X-villains storici come Il Fenomeno (Vinnie Jones), Madrox l'uomo multiplo (Eric Dane), Callisto (Dania Ramirez), fortemente ridimensionata in questo film per esigenze spettacolari.
Intanto nelle fila dei "buoni" entra in scena oltre ad Angelo anche un altro X-man storico che non poteva mancare, Bestia (Kelsey Grammer). Leggermente ridimensionato nella sua professione (da genetista nel fumetto a diplomatico dei diritti mutanti nella Casa Bianca nel film) rimane però fedele al carattere del fumetto, persona distinta dall'ironia brillante e con doti da intellettuale che contrastano col suo aspetto bestiale e gli conferiscono quel fascino che l'ha reso uno dgli X-men più amati. Bestia è amico e contatto diplomatico degli X-men e di Xavier a testimonianza del fatto che gli X-men sono da sempre attivi anche fuori dal campo di battaglia. La notizia viene vissuta con sgomento dagli X-men, lo stesso Bestia rimane interdetto sul da farsi.

E' inutile dire che Rogue qui torna nella trama per via del suo petere, vogliosa di perderlo. si instaura cosi un clima da guerra civile tra X-men, mutanti che aderiscono alla libera scelta di poter decidere ciò che è meglio per se e mutanti della confraternita di Magneto che vivono l'essere mutante come un potere, che la razza umana invidiosa cerca ingiustamente di togliergli con la scusa della cura. Sullo sfondo di tutto ciò si dipana il secondo filo narrativo, ma assolutamente non secondario per importanza, il ritorno di Jean Grey sotto le spoglie della potentissima Fenice che semina scompiglio e distruzione sul suo cammino e tra gli X-men, che cercano di recuperarla. Primo fra tutti Wolverine che, profondamente innamorato di lei, è disposto quasi a sacrificarsi. In fine il risultato è quello di aver visto un bel film in cui ciò che più ci lascia ammaliati è il modo in cui in questo film, molto meglio che negli altri due, poteri mutanti diventano metafora degli stati d'animo dei personaggi e quasi peculiartà degli status sociali che ricoprono, tanto da arrivare a veri e propri scontri di combattimento e non, che assumono una valenza simbolica che trascende la pura trama del film per ascendere ad uno stato di bellezza propria, valente a se stante(vedi sequenza dell'angelo che scappa, lo scontro tra Fenomeno e Kitty, tra Uomo Ghiaccio e Pyro). Gli stessi personaggi di Magneto e Rogue rappresentano le due faccie della stessa medaglia della mutazione, vissuta come un qualcosa che varia a seconda del potere,che può essere un bene o un male. Ma che alla fine è e rimane spesso anche solo una semplice questione di potere, di caso e non di fato, rinvigorente e sinonimo di potenza per Magneto, autodistruttivo per Rogue.
Come due facce della stessa medaglia sono anche Bestia e Angelo, la costante del vedere la mutazione vissuta come disagio in circostanze molto diverse, opposte ma simili.

Le uniche pecche di questo terzo e ultimo (?) film sono come ancora una volta ci si sia "sbolognati" il personaggio di Ciclope fin dall'inizio, anche se non dico come per non spoilerare. Il povero "Cyke" non è stato gradito fin dall'inizio della saga da Singer e sempre visto come peso narrativo pur essendo potenzialmente importante per la storia d'amore con Jean. Purtroppo per lui contro un Wolverine cosi amato dalle masse non c'è stata speranza di rimanere come personaggio cardine. E pensare che negli X-men è un personaggio estremamente stratificato e fondamentale, da sempre leader insieme a Tempesta degli X-men. In questo senso non ho apprezzato lo stesso la sovraesposizione di Wolverine che arriva a toccare picchi di visibilità che quasi lo portano fuori ruolo. Troppo visibile da arrivare a diventare quasi un leader, doti che un ribelle come lui difficilmente ha se non in battaglia (come è stato giustamente mostrato), ma che nella vita di tutti i giorni fa fatica a mantenere e a esternare come un vero leader, tipo Ciclope appunto, di cui invece siamo stati ingiustamente privati. Al cambio di regia, pensavo che infatti Ratner volesse sconvolgere un pò le carte in tavola sistemate precedentemente da Singer, mentre invece è prevalso in lui l'onestà del mantenere ciò che di giusto era stato fatto, non disdegnando l'esplorazione di altri personaggi e temi però.
Nota di demerito ancora per la produzione che a mio parere è colpevole di aver acconsentito alle richieste di star come Halle Berry (che in questo episodio non doveva quasi comparire) sovraesponendo anche lei per motivi totalmente estranei alla trama. Giusto che Wolvie e Tempesta restino sempre perchè senza Jean e Ciclope sono loro i personaggi in cui si identificano gli X-men, ma metterli ogni tanto da parte per approfondire qualche personaggio invece messo da parte ingiustamente come Nightcrawler o Ciclope, non guastava assolutamente. Buono invece il tema della cura, semplice ed essenziale che mette in campo i temi preponderanti della storia degli X-men, diversità e pari opportunità, etica e scienza.

Ciò che alla fine posso dire più mi abbia colpito di X-men 3 conflitto finale, è come si sia riusciti a non rendere questa storia, sulla carta banale e scontata, non la solita favoletta americana sul rifiutare la cura per amarsi come si è. Etica e scienza entrano in ballo, senza essere approfondite ovviamente perchè è un film prevalentemente di intrattenimento, ma quel tanto che basta per far si che alla fine non si lanci filippiche moralistiche verso le scelte di nessuno.
Senza svelare nessun finale, ognuno è libero di prendere la scelta che vuole senza essere giudicato da una qualche istanza moralizzante a prescindere nel film, vedere per credere. E questo in un film di massa, scusate se è poco.

Ultima nota, qualche dialogo meritava un pò più approfondimento drammaturgico e l'epilogo andava un pò più approfondito per rendere meno frettoloso il finale, come d'altronde aveva fatto Singer col 2 e che sinceramente avevo apprezzato. Ma d'altronde queste sono critiche alla produzione, e si sa che in un film di tale impatto mediatico e di massa, tra mille componenti ecnomico/commerciali a cui tenere conto, non si può che dire grazie agli sceneggiatori e al regista per come siano riusciti a delineare bene l'umanità dei personaggi intersecandola con gli effetti speciali dei loro poteri. Che poi è il motivo del successo "massmediologico" degli X-men, in tutti i sensi.

Inserito da O r a c l e il 28 Maggio, 2006 - 12:08

Come al solito l'ottimo livello descrittivo e la conoscenza in materia, fanno si che le tue recensioni sono sempre perfette. Non c'è bisogno di aggiungere nient'altro...si sa che sei il migliore .

Per quanto riguarda il film, pensavo che Angelo avesse un ruolo più visibile.. magari intervenendo in battaglia...

Inserito da z il 27 Maggio, 2006 - 18:44

Lunghissima recensione!!
E accurata, approfondita, appassionata, professionale come sempre. E' difficile aggiungere qualcosa, perchè tutto è stato detto in modo ineccepibile dal mio ignorante punto di vista.

PERFETTO! Complimenti

+ --------- -- -
| Psicomante e dalla
| Nebbia venne...
|
.

Inserito da Marvel-b0y il 27 Maggio, 2006 - 19:43

ehehe si! Grazie Psico per i tuoi complimenti che mi lusingano come sempre.....ora che ci penso più che "X-men 3 recensione" avrei dovuto chiamarlo "X-men 3 saggio breve"...Smiling

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