Una tuta spaziale capace di generare corrente grazie ai movimenti dell'astronauta? Basta rivestirla di una speciale
proteina (la
prestina) presente nelle cellule che ricoprono i peli dell'orecchio. Tale proteina, infatti, è
in grado di trasformare in movimento un potenziale elettrico (facendo cioè contrarre e allungare le cellule), ma anche lavorare al contrario cioè, una microcorrente elettrica (misurabile in nanowatt) in risposta a stress meccanico. Secondo una ricerca effettuata all'
IntAct Lab di Cambridge, nel Massachusetts, sintetizzando la proteina e rivestendo con essa la superficie di una stuta spaziale si potrebbe indurre la produzione di una corrente sufficiente a caricare una batteria o a far girare il computer o piccole macchine.
[via space.newscientist]
Posso già vedere le possibili applicazione extra-spaziali: cellulari, orologi e mini-pc con carica infinita...ma potranno mai essere commercializzate con le lobby dell'energia pronte ad arare qualasiasi risorsa innovativa?
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