E’ tutto pronto per la diffusione del pc-discount presentato a fine anno. Un personal computer del costo di 83 euro, un centinaio di $. Il modello è stato messo a punto dai ricercatori del Massachussets Istitute of Tecnology di Boston, che dovrebbe servire ai bambini dei Paesi poveri, per colmare il gap che li divide irrimediabilmente da noi. Creato dal genio dell’high tech,
Nicholas Negroponte, il calcolatore “low cost” è studiato per funzionare in ambienti a bassa tecnologia (insufficientemente predisposti di prese, doppini, ecc). E’ rivestito in gomma anti-urto ed è dotato di una manovella per la ricarica (tipo le macchine di inizio secolo) che garantisce dieci minuti di funzionamento per ogni minuto di “smanettamento”. “
Funzionamento e software sono semplici” ha dichiarato Negroponte. “
Ma è anche vero che i due terzi del software che viene caricato oggi è superfluo”. Per il resto, anche su basi ridotte, c’è tutto: schermo a cristalli liquidi, un processore a 500 MHz (contro i 1700 usuali), sistema operativo Linux (per la gioia di alcuni nostri lettori

) e con connessione a Internet...Ma siamo davvero sicuri che spendere migliaia di $ per lo sviluppo culturale sia più efficace che versare gli stessi soldi per lo sviluppo di nuovi vaccini, per del cibo o per una campagna informativa contro l’AIDS?

Spero che questo nuovo mezzo informatico, più che colmare il fattore ignoranza, per adesso aiuti il difficile lavoro dei medici su un così disastrato territorio..
Fonte: online.wsj.com
Io penso che cultura, sviluppo e miglioramento delle condizioni di vita siano interconnesse tra loro e non possano essere messe in una scala di valori su gradini diversi!
Ben venga il nuovo computer che permetterebbe anche agli operatori umanitari che si occupano delle opere di vaccinazione, bonifica dei terreni, metodi agricoli e sviluppo scolastico e culturale, di migliorare le comunicazioni e di tenersi aggiornati, di risolvere con tempestività problemi nuovi e di tenere gli occhi del "mondo industrializzato" aperti su situazioni di povertà estrema e diffusa, troppo spesso però dimenticate o taciute!
Grande Negroponte, davvero un big dell'informazione. Purtroppo l'ignoranza non aiuta nelle regione più povere del mondo e la libertà troppo spesso è poca dove più alta è l'ignoranza. Portare cultura vuol dire anche portare libertà e democrazia. Non sempre curare e portare medicine è la soluzione migliore, anzi la vedo più come una toppa, una pezza temporanea che non risolve il problema alla radice. Le scuole, la carta, un computer, una penna e una cinepresa come una macchina fotografica possono far conoscere ciò che rimarrebe oscurato e potrebbe portare informazione e cultura laddove non ne sarebbe mai arrivata.
Benvenga il computer a 100$ a manovella (che tra l'altro consuma pochissimo e servirebbe anche a me!) e peste a chi ha criticato l'iniziativa!
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| Psicomante e dalla
| Nebbia venne...
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Forse non sono stato abbastanza chiaro, se ho deciso di scrivere questo articolo è perchè lo ritengo una notizia sensazionale per lo sviluppo culturale della popolazione... ma ciò che adesso preme, secondo me, è riuscire a sistemare in qualche maniera la situazione igenico-sanitaria di quei villaggi africani che non hanno neanche dell'acqua potabile. A mio avviso è urgente più che la diffusione dei pc, la bonifica territoriale. Una volta che si è intervenuto sulla costruzione di strutture autonome, allora il computer e ogni forma per diffondere l’informazione, saranno essenziali. E’ ovvio che la destinazione primaria sarà effettuata nei villaggi che hanno un sistema funzionale più assistito, grazie agli aiuti umanitari e allo sforzo dei volontari…Spero che un giorno non tanto lontano TUTTI i villaggi potranno ricevere questo pc a basso consumo
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