Sala Chiablese, Cavallerizza Reale, Via Verdi 9
Sala delle colonne, Castello del Valentino, Viale Mattioli 39
Mercoledì 20, Giovedì 21, Venerdì 22
Suggestioni urbane e ambientali per il dialogo multietnico e interreligioso.
La mostra Architetture per la spiritualità e l’accoglienza è il frutto di un percorso di ricerca architettonica a opera di un gruppo di studenti del terzo anno del Corso di Laurea in Architettura per il progetto della II Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, nell’ambito dell’attività del Laboratorio di Progettazione Architettonica III tenuto dal Prof. Arch. Sergio Ignazio Vitagliani. Il progetto intende interpretare attraverso l’architettura il concetto del dialogo tra etnie e religioni differenti con specifico riferimento alle religioni monoteiste (islamica, ebraica e cristiana), nella sua grave attualità per una pacifica convivenza tra culture diverse. Il tema progettuale è stato anche il pretesto per riqualificare idealmente alcuni luoghi urbani ed extraurbani dell’area torinese, avvertiti come siti cui attribuire nuovi significati pel la loro trasformazione da non-luoghi a spazi vitali per una cittadinanza ormai multietnica, nella concezione ampia di insider e outsider.
In collaborazione con la II Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.
Ottimo!! Spero di esserci perchè è troppo interessante!
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| Psicomante e dalla
| Nebbia venne...
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Ci devi essere! Visto che ci sono 2 tavole del mio gruppo GSL esposte! Ora ti(Vi) spiego di cosa si tratta:Il tema progettuale di questa mostra riguarda “i luoghi della spiritualità e dell’accoglienza”, ossia la presenza di architetture predisposte prevalentemente all’ospitalità, in grado di offrire adeguati spazi per il raccoglimento, la preghiera, la riflessione soprattutto individuali, nonché per il confronto, il dialogo e l’intrattenimento collettivi.
Tale intervento progettuale nel nostro caso ricade sull’area relativa alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, un luogo caratterizzato dal grande transito di persone e da molteplici presenze religiose. Ed è proprio in questa direzione che si è sviluppato il nostro progetto, teso da un lato alla rifunzionalizzazione dell’edificio di Porta Nuova e dall’altro alla riorganizzazione dell’area, cioè quella ottenuta in seguito alla rimozione del passante ferroviario, superficie che si estende sino al cavalcavia di corso Somellier. Questa operazione consente la ridestinazione dell’edificio di Porta Nuova e la liberazione di tutta l’area retrostante a funzioni meno infrastrutturali e tecniche, e più urbane. Come abbiamo riprogettato e rifunzionalizzato la zona? Be venitelo a vedere di persona!!
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