Una via d’uscita dalla trappola del metano, la cui importazione è ormai divenuta un rischio ( come si è visto nei mesi più freddi dell’inverno scorso! ), è rappresentata dai
rigassificatori. Si tratta di impianti cui approdano le navi metaniere cariche di materiale liquefatto e raffreddato a meno 160° ( non compresso però! ), e che provvedono a riportarlo allo stato gassoso, con un procedimento molto semplice, immettendolo subito in rete. In questo modo si potrebbe sfuggire alla dipendenza totale dei gasdotti, importando metano da ogni parte del mondo: dall’Indonesia a Trinidad, dal golfo Persico ai paesi nordici. L’Italia ha un solo impianto di questo tipo, a Panigaglia ( La Spezia ). Altri sono però in fase di realizzazione, a Rovigo, a Livorno e a Rosignano. E altri ancora sono allo studio. Se si arrivasse ad averne una dozzina, secondo il ministro delle Attività produttive
Claudio Scajola, si potrebbe scongiurare del tutto il “
ricatto del tubo”

bell' iniziativa, mi domando solo quanto costi questo procedimento...
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