

Wolverine, Logan, Weapon X. E' sempre lui, il veterano, il pezzo da novanta degli X-Men, il "migliore in quello che fa" come è solito dire.
X-men origins: Wolverine è il primo spin-off marvel targato x-men (il prossimo dovrebbe essere sulle origini di Magneto) e dovrebbe continuare la nuova politica marvel dell'autoproduzione nel mondo del cinema. Visti i buoni risultati ottenuti con sia da critica che da botteghino, sembra che questa strategia stia funzionando. Sicuramente in questa maniera è certo che non vedremo più flop come Elektra o Ghost Rider...
Pensare però, che all'inizio della produzione di questo Wolverine, avevo i miei bei buoni dubbi.
Prima cosa guardare sempre il regista.
Gavin Hood, chi è? Fratello di Robin Hood?! No, semplicemente il regista di Underworld, l'action movie dark sui vampiri. Sicuramente accattivante dal punto visivo, ma immagino decisamente deboluccio nella sostanza. Poi la certezza, Hugh Jackman che torna nei panni di Wolverine, dimostrandosi veramente affezionato al personaggio che lo ha lanciato (per cui ha ammesso di paragonarlo come "cult" a un Mad Max o ad un Han Solo).
Ma a conti fatti continuavo a pensare, che ne sarà di questo film? Si riuscirà davvero a fare qualcosa di interessante?
Wolverine è un personaggio apparentemente semplice, ma a guardare bene, è molto complesso, pieno di sfaccettature. Sfaccettature sviluppate in quaranta anni di storie, partendo X-men per continuare sulla mitica testata solitaria intitolata appunto: Wolverine.
Wolverine non è solo la bestia che ringhia con gli artigli, il duro alla ricerca del suo passato, ma è anche un giovane nobile canadese che uccide il padre durante la prima manifestazione dei suoi poteri, l'eroe di tutte le guerre del '900, il samurai occidentale, il girovago di mezzo mondo, l'agente segreto canadese...
Può bastare? Ebbene, un trailer è sempre un trailer, ma direi che ci siamo, almeno buona parte degli aspetti principali della personalità di Logan, pare siano stati affrontati, o almeno inquadrati nel tentativo di creare una degna ricostruzione del personaggio nel film. L'infanzia e gli artigli di "ossa" che spuntano, le guerre attraversate, l'amore della vita trucidato dal nemico storico di sempre (qui avremo un Sabretooth realistico e sottile, un vero serial killer, lontano dallo yeti ridicolo del primo x-men), fino al momento cruciale: l'operazione atta a rivestire di adamantio le sua ossa, dandogli una virtuale invincibilità, che lo introdurrà come "agente segreto", in una task-force con altri superesseri. Ecco, proprio qui la chicca finale, mamma Marvel, si prende una graziosa licenza nel cambiare dei dettagli e Wolverine, anziché essere negli alpha flight canadesi, suo primo e ufficiale gruppo in cui entra a far parte (pre-x-men) viene a contatto con personaggi che nella trilogia degli x-men non c'è stato tempo di presentare. Se Deadpool centra poco e sarà conosciuto solo dai fan, (oltre a non essere così importante) Gambit, sarà decisamente più conosciuto! E Gambit pare proprio il vero "asso" nella manica di questo film.
In conclusione, trailer carino, prima parte ottima, grande musica, immagini, pathos e romanticismo. Seconda parte, poco entusiasmante nel suo montaggio, dovrebbe decollare ma risulta inferiore alla prima parte a mio modesto parere.
Ma tranquilli è solo un cattivo montaggio, il film secondo me è decisamente meglio. Sarà forse questa la prima eccezione in cui il film è finalmente meglio del trailer? Lo prendo come un segnale di buon auspicio. Gavin Hood, non sarà un virtuosista della telecamera alla Raimi, o un minuzioso introspettivo alla Nolan, ma di sicuro questo Wolverine, che non ha alcuna pretesa, può decisamente essere un bel mix tra le due cose. Azione e introspezione, il personaggio ha i requisiti necessari, e Wolverine non si tira certo indietro.
Lui è il migliore in quello che fa, e quello che fa non è piacevole.
Dopo le anticipazioni, le indiscrezioni e le prime foto rubate del nuovo Joker, ecco The Dark Knight, secondo episodio della nuova trilogia Batmaniana dell'eroe Dc targata Nolan/Bale/Caine/Freeman. Primo trailer ufficiale con immagini, dopo il teaser che lasciava spazio all'immaginazione facendo sentire solo delle voci.
Portata principale di questo nuovo piatto è il Joker di Heath Ledger. Assoulatemente adatto all'atmosfera realistica voluta da Nolan per la sua versione della storia del "Cavaliere oscuro" (nomignolo di Batman che sarà il titolo di questa nuova pellicola, rompendo la tradizione con le vecchie che titolavano sempre con il nome Batman compreso), questo nuovo Joker appare decisamente più "fisico" e maniacalmente psicotico nelle immagini che ce lo presentano. Una sorta di anarcoide terrorista lontano dal raffinato Gangster, poi boss criminale e artista che si credeva un'opera d'arte vivente del grande Nicholson. Decisamente lontano dall'interpretazione brillante ed istrionica dell'innarivabile Joker nicholsoniano, esula però da qualsiasi confronto col precedente, per un totale cambio di prospettiva alla regia che ne cambia alla base la caratterizzazione del personaggio funzionale alla storia narrata in maniera diversa.
Controprova di questo è l'impossibile scambio dei due Joker nelle due differenti visioni, di Burton e Nolan.
La mancata adattabilità a diverse atmosfere ne giustifica la creazione ad hoc per la poetica del proprio film e delle proprie opere. Bocciati quindi i nerd di nuova generazione che dopo 2 minuti di trailer decretano Ledger come nuovo idolo tacciando il Joker di Nicholson di malsana e datata ironia (ahimè che aborti produce la fine di un secolo nelle menti dei giovani..) e bocciati anche coloro che bocciano a priori questo nuovo Joker di Ledger poichè mancante di quella "verve" e quella raffinatezza che era propria del geniale Jack. Anche se nella mia personale classifica, avrò sempre un debole per la raffinatezza dei dettagli e della caratterizzazione di Nicholson e del suo più "classico" Joker (anche se meno aderente alle origini del fumetto, nella sua genesi) trovo questo di Ledger interessante e adatto per il background creato da Nolan per il suo film.
In fine a coloro che temono il nuovo colpo di coda del villain (avvenuto nell'89 con Nicholson) in grado di eclissare il protagonista, li rassicuro portandogli di fronte l'evidenza di un Joker che non sarà altro che l'altro lato della medaglia di Batman, come mostra la fine di Batman begins.
Un nuovo film in cui si mostrerà come quanto di buono Batman porta a ghotam non può che trasformarsi anche in una grande escalation criminale, al punto da mostra quasi l'eroe come la fonte di tutti i "nuovi" mali della città. Una pellicola che per questo motivo rifletterà sull'ambivalenza del bene che a sua volta può trasformarsi nel suo opposto, che servendosi dei suoi due protagonisti per parlarne, non potrà che essere equilibrato, dando ad entrambi (Batman e Joker) il giusto spazio all'interno del film.
Breve frecciatina se mi è concessa la lancio a Ledger, attore che interpreta il nuovo Joker. Esordì con il terribile "Il destino di un cavaliere" e lo ricordiamo nel recente "Brockeback mountain" di Ang Lee, dove pare aver fatto il salto di qualità dagli inizi. Sicuramente sarà difficile compiere l'exploit di Nicholson nell'eclissare il protagonista, visti i differenti background la differenza "qualitativa" come attore. Non voglio assolutamente dire sia un pessimo attore, ma non si può annoverarlo certo tra i giganti come Jack. Per la sua interpretazione non mi pronuncio, credo che anche sui forum ci si lasci andare a facili entusiasmi, troppo facile criticare un attore ritenendolo inadatto per poi esaltarlo dopo un paio di immagini, perchè truccato. Io dico come sempre, guardiamolo e poi giudichiamolo. Ai posteri l'ardua sentenza.
Saluti e buona visione per l'estate 2008 (se non lo slittano a settembre in Italia) con The Dark Knight.
Nel frattempo godetevi il nuovo trailer di Torino Nera:
Gentilmente segnalato poco fa dal regista di Torino Nera, Massimo Russo. Nel trailer sono ravvisabili i cambiamenti dovuti alla postproduzione di cui vi ho accennato sopra. Scene "ricolorate", audio gagliardo doppiato, musiche, nuovo montaggio, che rendono il tutto molto più "film". Speriamo che il tempo non mi inganni di nuovo quindi se anche adesso ridico, Torino Nera è quasi fatta! Ma stavolta speriamo sia fatta veramente.Un saluto, a presto.
Introduzione "red carpet"
Salve a tutti, è il vostro amichevole Marvel-b0y di quartiere che vi scrive, come al solito per commentare l'ennesima e forse ultima (almeno per un po’ di anni) avventura ragnesca, di Raimi & co, in questo emozionante Spider-man 3.
Vi scrivo, cari lettori di Kata, dopo molto tempo di assenza in cui ho mancato di aggiornare le solite anticipazioni su Spider-man 3, dalla pubblicazione della prima foto ufficiale in poi. Anticipazioni su cui mi sono lasciato andare a non voler più aggiornare proprio nel momento caldo (l'uscita dei due trailer) e su cui tutto il web ci ha purtroppo surclassato.
Per farmi perdonare ciò, ho sentito come una esigenza, lo scrivere questa recensione, quasi un dovere, poiché proprio ieri sera alla prima di Spider-man 3, mi sono reso conto di una cosa: Spider-man mi ha dato molto ed è quindi mio dovere restituirgli il favore.
Non voglio appesantire questa recensione con un viaggio sul viale dei ricordi, né perdermi in auto-referenziale nostalgia fine a se stessa, ma semplicemente fare il punto della situazione su cosa è stato Spider-man che con questo 3° capitolo si conclude come una vera e propria saga.
D'altronde non sarà un caso che questo bellissimo e commovente 3° episodio abbia risvegliato in me quella vena nostalgica che Spider-man credo risvegli in tutti noi, da supereroe romantico qual'è, come ci ha fatto capire benissimo il grande Sam.
Tutto iniziò col primo Spider-man e fu un successone. Scontato, diranno i neofiti che non hanno mai letto un fumetto, tutt'altro dico io, come sanno i fan. Spider-man prima di diventare film, passò attraverso una battaglia legale che vide, la defunta Carolco Films acquistare i diritti, la Marvel fallire, James Cameron suo grande fan, avviare il progetto e poi arenatosi per i problemi legali, abbandonare tutto. Problemi e continui rimandi per un film che non sembrava possibile realizzare per cause maggiori, oltre che per limiti tecnologici degli effetti computerizzati degli anni '90. Poi arrivò la Columbia, Sam Raimi, Tobey Maguire, ma ancora infiniti dubbi.
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