Al Gore non mi convince come Nobel per la pace, data l'incoerenza fra il suo stile di vita e i principi ambientalisti che sostiene. Il miliardario Usa, ex vicepresidente di Clinton, ha un'impronta ecologica (che sarebbe l'area biologicamente produttiva di mare e terra necessaria a rigenerare le risorse consumate da lui e per assorbirne i relativi rifiuti) da eco-criminale: la sua "casa" di Nashville (20 stanze, parco e piscina) consuma in un mese l'energia che una casa americana media consuma in un anno. Troppo, per uno che gira il mondo sul suo jet privato (altro consumi e inquinamento..) a parlare di global warming? Per gli eco-talebani no. Se uno – dicono - usa troppo energia, ma con il suo lavoro informa 2 miliardi di persone di un problema che ignoravamo, compie lo stesso un atto meritorio. E' la famosa scusa dei miliardari comunisti: il capitalismo si combatte meglio da dentro. Se io sbandiero la mia tessera Pd pur avendo la Ferrari, lo yacht e il maggiordomo, convinco molti più poveri a seguirmi. Coerenza a parte, però, basta il Nobel a garantire che uno è serio? Ormai non più. In ogni diatriba scientifica o pseudo tale (vedi caso Tav), lo studioso che dà ragione è un'indiscussa autorità del settore, mentre quello che ti da torto è un pirla, un nessuno venduto alle multinazionali.
Stavolta succede in biologia. Lo scienziato 79enne James Watson, premio Nobel per la mappatura del Dna e direttore di uno dei principali centri di ricerche Usa, ha osato dire che "le politiche occidentali per l'Africa si basano su un errore di fondo, cioè sull'assunto che i neri siano intelligenti come i bianchi, mentre i test rivelano il contrario, e solo fra una decina d'anni saremo in grado di identificare i geni responsabili di ciò". Apriti cielo! Gli hanno subito dato del razzista, e invece di confutarlo sul piano scientifico hanno cercato (come al solito) di screditarlo sul piano personale, scavando nel suo passato. Eppure Watson ripropone solo un dibattito scientifico già aperto nel 1990 da libro "The Bell CurvE'", dello scienziato Usa Charles Murray, per il quale la genetica determina anche differenti etnie hanno intelligenze diverse. Io non ho titoli per esprimermi. Però mi chiedo come mai nessuno accusa di razzismo quanti affermano (in base alle evidenze dell'atletica, del basket e di altri sport) che i neri sono più dotati dei bianchi in corsa e agilità. Non è una discriminazione genetica (cioè razzista) anche quella? Scrivo a Gore. Lui è un Nobel, lo saprà di sicuro.[via Collino]
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