Veramente bello...non c'è che dire Christopher
Nolan e David S. Goyer (rispettivamente regista e
sceneggiatore)hanno
decisamente centrato l'obbiettivo. Ossia quello di realizzare un film
"bello" sulle origni dell'Uomo Pipistrello che fosse però un'altra cosa
dal Batman Burtoniano, e che potesse tranquillamente rivaleggiare con
quest'ultimo senza temere il confronto. E tutto questo Nolan lo deve al
fatto di aver voluto realizzare un film proprio, che non tenesse conto
degli altri realizzati prima e che invece di perdersi in tendenze
manieristiche nei confronti di Burton, sfoggiasse un'identità propria
con toni atmosfere e tematiche decisamente diverse.
Il film si
ispira all'ottima storia scritta da Frank Miller(autore del fumetto di
Sin City, e di molti altri) "Batman Year One" che narra le gesta del
primo anno di vita di Batman. Il film si ispira a tale opera quindi ma
non si sofferma a trasporla ne prende il meglio, la esalta e
soprattutto la sviluppa uscendo dal seminato dei film di supereroi,
riuscendo ad affrontare (con una buona dose di approfondimento per un
film commerciale) temi adulti come la giustizia, ed esistenziali come
la paura, direttamente collegati a Batman.
Cosa quest'ultima che
trovo davvero insolita e molto adulta per un film di Supereroi. Il film
si dimentica letteralmente come già detto degli episodi passati e
ricrea l'Uomo Pipistrello con un Bruce Wayne decisamente molto
credibile, e sicuramente di più (anche se ci vuole vermanete poco)
degli ultimi due (Kilmer e Clooney). Un Bruce Wayne giovane che si fa
le ossa nel mondo della lotta al crimine ed è tormentato dal senso di
colpa verso i genitori, della paura verso i pipistrelli, e dal senso di
responsabilità nel dover gestire un'impero economico a cui sono
direttamente collegate le sorti della sua città.
Il tono del film
è sicuramente cupo e triste, ma non gotico e dark come erano i due film
diretti da Tim Burton, come lo è anche la città di Ghotam city,
rappresentata qui come una città decadente di un futuro prossimo ma non
come quella dark ed espressionista del compianto premio Oscar, Anthony
Furst.
Infine un encomio particolare va fatto a David Goyer(già
sceneggiatore di Blade I,II, e sceneggiatore e regista anche del terzo)
che ha scritto una sceneggiatura meravigliosa, prendendo il meglio di
Batman year One e sviluppandola in maniera grandiosa, inserenso ad
incastro nella storia e nelle sue tematiche due c
attivi azzeccatissimi
come Ra's al Ghul e lo Spaventapasseri. Pur facendo, va detto, qualche
modifica qua e là.
In generale il film tenta (e ci riesce alla
grande) un approccio più realistico alla storia andando a inserire i
tasselli mancanti nella storia già narrata(la nascita della
Batcaverna,dei Bat-gadgets, e di tanto altro)e approfondendo i temi più
interessanti.
Infine
alla luce di questa analisi, prendendo
coscienza di quello che vuole essere ed è questo Batman resta inutile
confrontarlo con l'opera di Burton, che resta e resterà sempre una
pietra di paragone ma che in termini di qualità e di intenti ha trovato
oggi un'opera riuscita altrettanto bene. Definire una migliore
dell'altra è una questione più che altro soggettiva secondo me.
Ecco cmq, un breve confronto tra le due opere.
- Tim Burton aveva tratteggiato un Ghotam gotica,dark,violenta , con costumi e atmosfere da film noir.
-
Un Bruce Wayne brillante ma estremamente gentleman e di classe, nonchè
un miliardario tormentato, che trovava riscossa immedesimandosi in
un'oscuro vigilante dalle poche parole. Trovando un'ottimo interprete
che incarnasse tutte queste qualità, un Micheal Keaton mai dimenticato,
perfetto e con un volto estremamente espressivo anche se non con un
fisico non paragonabile a supereroi di oggi, ma cmq atletico(nel Batman
Burtoniano la fisicità non era espressa con i muscoli)
-Villain, incredibile e mai superato: Jack Nicholson.
-
Storia buona, di base, che metta in scena i protagonisti, ben
interpretati e si permette di cambiare alcune cose del fumetto, per
creare più pathos legando emotivamente buono e cattivo.
-
Christopher Nolan costruisce una nuova Ghotam city, futuristica e
decadente, scura e triste ma sicuramente più speranzosa di Burtoniana.
Una nuova ciità più in linea con il nuovo Batman, più teconologicamente
raffinatoed al passo coi tempi.
- Un Bruce Wayne giovane che deve
ancora vivere tutte le esperienze del Bruce Wayne di Micheal Keaton.
Giovane e con una personalità tutta nuova, credibile come una persona
vera, con motivazioni,e una psicologia vera e ben definita. Non il
solito luogo comune dell'eroe tormentato. Molto più fisicato del Batman
Burtoniano, i muscoli sono una prerogativa giustissima qui se
l'approccio alla storia, come già detto è realistico.
-Due ottimi cattivi, e non dico altro per non spoilerare.
-
Una storia che va oltre il lavoro di base , e approfondisce temi e
contenuti, con ottime cartterizzazioni una su tutte quella di Bruce
Wayne. Resta da dire che cmq a tale livello si è arrivati dopo aver
detto tutto su Batman, dopo 4 film, mentre Burton doveva dire tutto
partendo da zero.
Batman Begins pare avere l'idea cmq di
lanciare una nuova saga, che soppianterà addirittura i vecchi film,
visto che alla fine si annuncia l'arrivo del Joker. Come già detto amo
sia Batman Begins, che Batman di Tim Burton, però troverei un pò
forzato e irrispettoso verso ciò che ha fatto Burton, ridisegnare la
saga.
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